Ieri sera, 30 Aprile 2024, alla Casa del Popolo Enrico Berlinguer di Acerra ho partecipato alla presentazione del libro di Rosi Selo “Vincenzina ora lo sa”. È stata una gran bella serata che mi fa piacere condividere con le parole e le immagini pubblicate da Antonella Terracciano sui social. Vi saluto con una frase che mi piace tanto: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”.
Buona Festa delle lavoratrici e dei lavoratori!

Il Primo Maggio può trasformarsi nel rituale stanco della conta dei morti sul lavoro. Tanti. troppi. Senza risposte.
Se si mettono in connessione le intelligenze, le sensibilità, può trasformarsi in un esercizio collettivo di responsabilità civica. È successo stasera ad Acerra grazie alle pagine di Rosi Selo della sua Vincenzina che affronta a testa alta i drammi che dal suo tempo ci catapultano nel nostro tempo.
Stasera è stato istituito il premio Primo Maggio intitolato a Domenico Fatigati, perché il suo ricordo ma soprattutto il dolore e l’ingiustizia della sua morte non trovino mai la complicità del nostro silenzio come comunità.
È stata una serata intensa in cui ho incontrato gli occhi lucidi di tanti amici e abbracci sinceri.
Nelle mani di Michele Gaglione, delle lavoratrici dell’ex Ipercoop, di Rosi, il bellissimo premio creato da Roberto Fatigati che col legno ha dato corpo al grazie per la loro testimonianza.
In alcune sere, in alcuni luoghi avviene una magia che porta delle donne a connettersi, a raccontarsi e a riconoscersi nei dolori, nelle lotte,ma soprattutto nella speranza delle altre, proprio come nelle pagine di “Vincenzina ora lo sa”.
Stasera è iniziata una storia di sorellanza vera, bella. Ora lo so.
Grazie a Cinzia Massa (Cgil Napoli e Campania), Mimmo Sodano (Spi Cgil), Giuseppe Cantore (PARI Associazione di promozione sociale) e Caterina Brusca per aver reso questo Primo Maggio qualcosa di molto più vivo e vero di una conta.
Grazie all’amico Luigi Buonincontro per questi scatti.









